Di quando navigare a vista mi ha portato fuori rotta

Quando si parla di pianificazione, il bipolarismo prende il sopravvento: da una parte bohémien improvvisatrice che vive alla giornata, dall’altra signorina Rottermeier.

In questi anni ci ho sbattuto il muso parecchie volte, uscendone quasi sempre con la coda fra le zampe e dovendomi rassegnare all’idea che navigare a vista può essere affascinante e stimolante ma a lungo andare deleterio.

Dalla mia ho sempre la curiosità che mi stimola a provare e sperimentare, così mi sono detta che se le prime volte la parte bohémien aveva fatto cilecca, allora era arrivato il momento di dare un’opportunità alla signorina Rottermeier.
Ad Agosto, in piena canicola estiva, armata di ventilatore, pile di fogli A4 e tantissima pazienza, ho preso di petto la situazione e cominciato a buttare giù il planning per il 2018.

Ho scaricato il kit freelance felici di Chiara Manfrinato e ho cominciato a lavorare per trimestri. Ora, vi assicuro, niente di trascendentale e complicato. Tutto molto blando. Semplicemente ho definito gli eventi e gli obiettivi mese per mese e le varie azioni per poterli raggiungere.
Per esempio Gennaio sarà il mese del re-branding dove tutte le attività saranno convogliate in questa direzione, Febbraio sarà dedicato all’elaborazione di nuovi prodotti e scelte cromatiche e così via.
Nel frattempo, a Settembre sono rientrata nella selezione di Chiara come beta tester di un suo nuovo servizio legato proprio alla pianificazione annuale che avrebbe poi lanciato a Novembre, L’Anno che verrà. Diciamo che cascava a fagiuolo perchè grazie a lei ho potuto correggere il tiro laddove mi sembrava di avere delle mancanze (e se siete totalmente a digiuno di pianificazione e sentite di aver bisogno di un aiuto che serva a mettervi sulla buona strada, non posso fare a meno di consigliarvelo perchè è chiaro, semplice e guidato passo per passo).

A questo punto ho lasciato decantare e ho ripreso in mano tutto dopo Natale, entrando nel dettaglio di ogni singolo mese, lavorando sempre con cadenza trimestrale e programmando le diverse attività settimanali.
Sì, avete letto bene, settimanali. Asciugate i sudori freddi, munitevi di sali e continuate a leggere. Quando parlo di definire le attività settimanali, significa semplicemente definire delle macro aree all’interno delle quali svolgere una o più attività.
Per esempio so che una giornata sarà dedicata esclusivamente alla produzione di fotografie per Instagram, una o più giornate saranno dedicate solo alle attività di laboratorio, un’altra giornata alla stesura dei post sul blog e così via. Niente di fisso e tutto modellabile, tant’è che è tutto scritto su post-it così che possano essere posizionati nei vari giorni a seconda delle esigenze.
Allo scadere dei tre mesi, si riprende in mano il trimestre successivo e si riparte. Anche perchè il mio essere si rifiuta categoricamente di programmare così a lungo termine.

Fino a qui vi ho parlato di strumenti strutturati e pragmatici ai quali ho associato anche strumenti più intuitivi e magici.
A Gennaio infatti ho fatto la mia Ruota dell’Anno: per ogni mese ho pescato una carta che mi farà da guida e ispirazione per i temi e le idee proprio di quel dato mese. In più ho pescato una tredicesima carta come leitmotiv che mi guiderà per tutto l’anno. Io ho utilizzato i miei amati Wild Unknown Tarot per approfondire e le Soul Coaching Oracle Cards per avere un messaggio più immediato.

Ed ecco qui, il planning è servito. Due cose però, dall’alto della mia piccolissima e infinitesimale esperienza, mi sento di dirvele:
– le vostre esigenze e esperienze vengono prima di tutto. Non esiste un modo giusto o sbagliato di pianificare. Esistono indicazioni e consigli che ognuno può scegliere di seguire, adattare e ignorare, per sentirsi a suo agio ed evitare di andare in iperventilazione;
– se vi sentite annaspare e brancolare nel buio, fermatevi, fate un passo indietro e respirate. E’ probabile e anche totalmente legittimo che non sappiate cosa buttare giù semplicemente perchè non avete ancora le idee chiare su quello che volete realmente. Allora ripartite dalle basi: chi siete, cosa volete fare, per chi lo volete fare e perchè;
– il planning non sono i 10 Comandamenti. Siete liberissime di modificarlo, cancellarlo, riadattarlo, insultarlo e trascurarlo come meglio credete. Perchè questo sia possibile però è necessario che sia FLESSIBILE ED ELASTICO, che tenga conto delle dinamiche di un lavoro creativo e dell’imprevedibilità della vita di tutti i giorni;
– è bene che non sia sovraccarico di attività e che queste attività siano SMART: specifiche, misurabili, raggiungibili, realistiche e temporizzate. Altrimenti diventa controproducente e un’arma a doppio taglio contro la nostra autostima: si finisce solo col piangersi addosso per non essere riuscite a rispettare gli impegni presi.

E volete sapere come l’Universo ha deciso di farmi sapere cosa ne pensa e quale carta guida mi ha inviato per tutto l’anno? E’ uscito L’Imperatore, la carta della razionalità, dell’ordine e della disciplina. A ricordarmi che per me che vivo di sensazioni, emozioni e intuizioni, l’autodisciplina non è una punizione ma uno strumento necessario per imparare, crescere e prosperare; che stabilire dei confini potrebbe essere sì limitativo ma se ben fatto, in modo intelligente e salutare, questi stessi confini porteranno ad un maggiore senso di libertà.

 

0 Risposte a “Di quando navigare a vista mi ha portato fuori rotta”

  1. Go, girl! <3

  2. Ecco perché amo i blog, per articoli come questo, che non mi fanno sentire sola ? è stato un piacere conoscerti!

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