Qualcosa è cambiato

Dopo mesi di latitanza, trovare il giusto inizio per un nuovo post è sempre la parte più difficile. E allora ricominciamo così, senza troppi preamboli…

Chi bazzica da queste parti, sui miei profili Instagram e Facebook si sarà accorto di qualche cambiamento, piccole deviazioni dalla rotta principale, che comunque continua a rimanere ben impressa e salda, ma che rendono il viaggio molto più interessante e soddisfacente.
Si può dire sia successo per caso, o forse no, di sicuro non era programmato e questo mi ha permesso di analizzare e sviscerare ancora più fondo le mie intenzioni e la direzione che avrei voluto imprimere.

Credo che tutto sia partito dalla ricerca della nuova parola dell’anno che già aveva cominciato a fare capolino tra Novembre e Dicembre dello scorso anno e poi è rimasta lì a decantare fino a Gennaio, quando ho realizzato che da quest’anno vorrei dare ascolto e voce ad un lato più selvaggio e impetuoso, fatto di istinto, passione e sentimenti, più a contatto con la Natura, nei colori, nei temi e maggiormente legata all’archetipo Rivoluzionario che mi contraddistingue.
E non mi riferisco solo al concetto classico di natura, foglie, fiori, piante ma Natura come forza vivificatrice e allo stesso tempo distruttrice, una sorta di tempesta e impeto che si agitano dentro, molto simile allo Sturm und Drang.

 

Fierce, nel senso di veemente, impetuoso, selvaggio, autentico, dilagante, rigoglioso ma mai violento o aggressivo.

Ora, mi metto nei panni di chi legge e capisco possa sembrare bizzarro e decisamente sopra le righe ma è attraverso queste immagini che trovo l’ispirazione e sento una sincera spinta alla creazione di qualcosa di bello e in grado di fare la differenza.
Penso alle Dee creatrici/distruttrici come Ecate o Kalì, e così cerco di immaginarmi. Loro sono come sono e per questo autentiche. Non si nascondono, non fingono di essere ciò che non sono con il solo scopo di accontentare o rendere felici.

Da qui è partita questa piccola, grande rivoluzione.
Per la prima volta scorro le foto sulle piattaforme social e comincio a sentirle veramente mie, caratterizzate da forti contrasti, luci e ombre, più contestualizzate.
Nuovi materiali, nuove tecniche mi permettono di esprimere meglio il carattere di I sew so I don’t kill people che, se da un lato tira fuori tutta la sua fierceness, dall’altro continua a rimanere ancorato al suo lato spensierato, frivolo e boheme.

E se da una parte ci sono io con la mia parola dell’anno, dall’altro ci siete voi ad accoglierla: donne ardentemente indipendenti, fortemente appassionate, veementemente protettive e leali.
Essere fierce non è un compito facile, occorre dosare intelligenza e leggerezza, forza e gentilezza, passione e raziocinio, disciplina e libertà. Eppure, per la prima volta, non ho paura di fallire e sono sicura, nemmeno tu…

 

 

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