Today I’m grateful for…

Eh niente, inizio questo blog nel modo più insolito di sempre.

Avevo preparato un post di presentazione del tipo: “Ciao, mi chiamo Marianna e sono blablabla (“io non dico blablablabla” -cit.-) ed è rimasto lì, a prendere polvere tra le bozze per mesi e mesi e poi tutto a un tratto, nel rileggerlo mi sembrava non avesse più senso.

E quindi eccomi qua, in un post di apertura, totalmente di pancia e assolutamente non programmato solo per dire “grazie” e molto automotivazionale.

Domenica scorsa si è concluso il mio breve tour di market per questa stagione primavera/estate e il giorno dopo mi sono ritrovata per le mani un sentimento alle volte per me sconosciuto, che fatico a gestire perchè sono una “precisetti” raccapricciante e non mi accontento mai di niente. Si tratta di gratitudine, questa sconosciuta.

Io sono un’autodidatta, non ho seguito nessun corso di sartoria o modellismo, non ho fatto scuole ad indirizzo artistico e I sew so I don’t kill people è nato praticamente per caso in un periodo di totale burnout lavorativo.
Non possiedo nozioni di economia e finchè ho avuto uno stipendio fisso, non mi sono mai fatta un problema e alle parole “risparmiare” o “tirare la cinghia” ho sempre fatto spallucce.

Quando a dicembre 2015 ho lasciato il mio lavoro per intraprendere questa avventura, sapevo a grandi linee cosa mi aspettava… ma forse anche no!
Hai voglia a leggere libri e guide sul lavoro in proprio, sul self-help e stilare business plan. Vi posso assicurare che la realtà è ben diversa e finchè non ci sbatti il muso contro, non lo capisci.
Sì, ero piena di entusiasmo e voglia di fare ma se poi ti ritrovi a piangerti addosso ad ogni chiusura del mese, capisci che queste due cose da sole non bastano e che così si va poco lontano.
I primi mesi del 2016 non ve lo nascondo, sono stati i più difficili della mia vita e non sto scherzando, dico davvero! Sì, fa fighissimo e coraggiosissimo dire a tutti “eh sai, ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato per inseguire le mie passioni”. Mi duole però ammettere e informare lor signori che di sole passioni, nun se campa e nun se magna.
Arriva il momento in cui ti rendi davvero conto di quello che hai scelto e deciso, apri gli occhi e capisci che è tempo di rimboccarsi le maniche e prendere in mano la situazione.

Le persone non cambiano dall’oggi al domani ma una delle cose che sicuramente mi ha aiutato a rimettermi in moto e a fare la differenza, è stata la ricerca della positività, di provare a trovare il bello e il buono nelle occasioni.
Così sono ripartita, più lucida, più consapevole, più concreta e con mio grande sforzo anche più positiva e costruttiva e i risultati, carissimi amici, seppur piano, pianissimo, hanno cominciato a farsi vedere.

Maggio e giugno sono stati mesi ricchi di soddisfazione.
DiGiamoGelo e non nascondiamoci dietro a un dito: questo è quello che voglio fare, questo è il mio lavoro. Quando parlo di soddisfazione, parlo anche di quella meramente materiale ed economica, eh. Sennò sembra che si viva solo di riconoscenza e per quanto nobile e puro, non vorrei però che passasse SOLO questo.
In tutto questo però ho capito anche che se quel mese non va esattamente come deve andare, se quella settimana si è conclusa senza nemmeno una vendita: a) ti prego, un bel respiro e non disperare; b) è commercio, baby! Ti ricordi quando lavoravi in negozio e le performances economiche di quel mese andavano male? Ecco, uguale; c) cosa non ha funzionato? Ricominciamo…

E quindi arriviamo a quel famoso “grazie”.
A questo primo giro di boa di metà anno, mi sento grata perchè due anni fa, dopo aver guardato un video su YouTube su come cucire una pochette, sono uscita e sono andata a comprarmi una macchina da cucire convinta di rivenderla il giorno dopo su Ebay e invece oggi sono qua che gongolo che nemmeno Gongolo dei Sette Nani quando rimanete a bocca aperta davanti ad uno Zainetto dicendomi che non è possibile che io sia autodidatta. Ma che davvero l’ho fatto io? Oddio, sì!; sono grata perchè sto provando a costruirmi un futuro lavorativo letteralmente con le mie mani e tanta stoffa, fondato sulle mie passioni ed esigenze e questo grazie soprattutto a mio marito Roberto che ha appoggiato in pieno le mie scelte, dovendo però fare i conti con i sacrifici che queste comportano; sono grata perchè vendo (ohhhh sì, l’ho detto!) e le mie creazioni trovano un sincero riscontro e tutto ciò fa sì che io possa contribuire in maniera diretta, tra alti e bassi, al bilancio di casa, facendomi sentire una vera business woman de noartri; sono grata perchè il mio mondo si è allargato a nuovi orizzonti e mi ha permesso di conoscere altre realtà, persone e volti nuovi; sono grata perchè posso essere me stessa, senza filtri o politiche aziendali imposte e qui entrate in gioco anche voi che ogni giorno imparate a conoscermi un po’ di più e fate crescere la nostra piccola, grande community. Mai avrei creduto di poter raggiungere così tante persone! Non si fanno i conti senza l’oste e voi siete il motore che ruggisce in sottofondo, il carburante che mette in moto tutto l’universo che ruota attorno a I sew so I don’t kill people.

 

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